49° giorno – Siena deserta, le mascherine e i nostri figli

Abbiamo vissuto in un sistema corrotto e falso che ci ha condotto alla desolazione.”
Haruki Murakami

Stamani sono dovuto andare in ufficio, a Siena. Lungo il tragitto di circa 10 km tra casa mia e l’ufficio, pochissime macchine. Il centro città quasi deserto. Negozi ancora tutti chiusi. In giro qualche anziano con il cane e poco più. Fa una certa impressione.

Ne ho approfittato per fermarmi alla Conad –lungo il tragitto casa-lavoro– a fare un po’ di provviste per la settimana. All’uscita, dopo le casse, il banchetto della ASL con l’addetta a consegnare le “famose” mascherine gratuite della Regione Toscana. Mi avvicino e chiedo. La signora mi consegna un pacco di 5 mascherine. “Le devo dare un documento? La tessera sanitaria?” “No, no, siamo a posto così” e la vedo mettere una “x” su un foglio. Rimango un po’ perplesso. “Ma è sicura?” “Si, si… anzi, qualcuno vive con lei?” “Si, mia moglie…” “Ecco, tenga, un pacco anche per Lei!“. Senza documento ferire, mi sono state consegnate 10 mascherine. Eppure la stampa locale aveva comunicato che sarebbero state consegnate 5 mascherine ogni 6 giorni, per un totale di 30 mascherine gratuite al mese. Se la consegna avviene così, sulla fiducia, non mi sorprende che alcuni cittadini non siano riusciti ad averne neanche una…

Devo comunque dire che è un bello schifo vedere tutto intorno decine di mascherine e guanti gettati a terra. Quantomeno la decenza di gettare i guanti usati nell’immondizia, non credete?

Gira voce che i mafiosi condannati al 41/bis (regime di carcere duro) potrebbero essere scarcerati e mandati ai “domiciliari”. Così, mentre le patrie galere si aprono anche per i criminali più violenti, le scuole rimangono chiuse. Qual’è, esattamente, il messaggio che volete dare?

Oltralpe, in Francia, dall’11 maggio le scuole saranno nuovamente aperte. Massimo 15 alunni per classe e rispetto di un severo protocollo sanitario. In Svezia, brutti cattivi e contrari al lockdown, le scuole per i bambini sotto i 15 anni non hanno mai chiuso. Anche in altri Paesi d’Europa i governi stanno valutando una data per la riapertura.

In Italia, invece, non c’è fretta. Si parla di tutto fuorché dei nostri figli, ormai da due mesi chiusi in casa a rimbecillirsi davanti allo schermo. Dopo averle provate tutte, è finita la pazienza e anche le idee. Ebbene si, mi sento un genitore frustrato: ci siamo impegnati tanto per cercare di abituarlo a fare una vita sana all’aperto, muovendosi e giocando con gli altri bambini. Poi è arrivato il Coronavirus che, insieme al Coglionavirus che sembra aver colpito una buona parte della classe Politica nazionale, ha chiuso le scuole, i parchi e pure il cane di famiglia poteva uscire più del figliolo.

La fortuna, se così si può dire, è che mio figlio non è ancora nell’età dei compiti a casa. Una insegnante che conosco mi ha raccontato che certe volte si trova indecisa se dare la sufficienza al bambino o al genitore. Il problema vero, mi ha confessato, è quando neanche il genitore arriva al 6.

Si, lo so. Anche i bambini prendono il CoVID19. Come tutti. Solo che i dati ci dicono che ne sono praticamente “portatori sani”. Certo, possono contagiare. Ma sempre i dati ci dicono che i nonni sono generalmente più a rischio dei genitori. Quindi? Quindi i genitori si mandano al lavoro, così che i figli devono stare con i nonni (perché le scuole sono chiuse). Geniale, no?

Sul fronte tecnologia, gli hacker stanno già scaldando i motori nell’attesa di scoprire Immuni, l’app di contact tracing per monitorare il contagio da CoVID19, che funzionerà attraverso la tecnologia BLE. Il bluetooth dei nostri smartphone dovrà quindi essere attivo e qui, come ampiamente previsto e come già avevo detto, ecco arrivare le vulnerabilità. Enjoy CVE-2020-0022 an Android 8.0-9.0 Bluetooth Zero-Click RCE – BlueFrag!

Ammetto che anche io non vedo l’ora di installarla, estrarre l’apk (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.ext.ui) e decompilarla (https://ibotpeaches.github.io/Apktool) per vedere come funziona. Non ho ancora deciso se la userò. In ogni caso, la soluzione migliore per non essere tracciati è “#IoRestoACasa, disse lo smartphone“.

Gli eroi del giorno sono i carabinieri che si sono trovati, spalmata sul cofano della loro auto, una donna nuda con indosso solo il perizoma. Accade a Borgotrebbia, Piacenza. “la sua posizione è al vaglio per eventuali sanzioni” ha chiosato il giornalista.

Nella foto di copertina: Piazza del Campo, stamani.

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