Giorno 1 - Roma-Istanbul e primo giro per la città

Partenza da Siena alle 07:30 in direzione Roma Fiumicino, passando dall'Aurelia perchè dovrebbe essere un po più corta e non c'è la gabella dell'A1 nè il traffico del Raccordo Anulare.

  • Partenza da Roma
  • Arrivo Istanbul
  • Metro e poi tram fino Sultanhamed
  • Arrivo in hotel
  • Gran Bazar
  • Bazar delle Spezie
  • Moschea di Solimano
  • Giro intorno la Moschea Blu
  • Cena alla trattoria Cappadocia

L'Airbus 737 della Turkish Airlines, volo TK1862, parte alle 11:10 e arriva all'Aeroporto "Ataturk" alle 14:35 (ore locali) pertanto potevamo permetterci di fare con una certa calma.
Impieghiamo circa 2 ore e mezza per arrivare a Fiumicino, dove inizia la ricerca del famigerato Airport Parking, in Via Coccia di Morto. Seguiamo le indicazioni e, alla fine, troviamo il posto. I ragazzi, molto gentili, caricano i bagagli su uno sgangerato Fiat Ducato e ci fanno firmare la presa in consegna della mia auto. Dovrò anche lasciargli le chiavi, il che mi ha fatto nascere qualche pensierino: tuttavia non credo che una Toyota con oltre 250.000Km e 10 anni di vita sia così "appetibile" :-)
Comunque, saliamo sul furgoncino (il "car wallet") e ci portano verso il Terminal 2, da dove partiremo per Istanbul.

L'aereo decolla con circa 20 minuti di ritardo. E' un 737 modernissimo, con TV LCD personale e la possibilità di vedere film (in inglese o in turco) o giocare. Nelle 3 ore di viaggio, gli assistenti di volo ci portano da bere, il pranzo, snacks....un servizio di prim'ordine !
L'atterraggio all'aeroporto di Istanbul avviene sotto un cielo limpido e un sole accogliente. Il terminal dell'aeroporto è nuovissimo e spazioso, dotato di tappeti mobili che agevolano il transito. Tutto è moderno e pieno di telecamere, compreso il controllo dei passaporti da parte di attentissimi agenti di polizia turchi.

Recuperiamo i bagagli e ci dirigiamo verso l'uscita, guardandoci intorno smarriti per capire dove andare. Dall'aeroporto verso il centro città c'è la Metro M1 e poi, per raggiungere il quartiere Sultanhamed, bisogna prendere la metropolitana leggera (soprannominata "il trenino").
Seguiamo le indicazioni "metro", buttando un occhio quà e là per cercare un ATM e prelevare un po di contante locale, ed ecco che subito una sfilza di bancomat appare in bella mostra. Prelevo 100 TLR (100 lite turche), che corrispondono a circa 44€ (1TLR = 0,44€), tanto per avere almeno qualche soldo per prendere la metro e raggiungere l'hotel.

Il modo più pratico per usare i mezzi pubblici è procurarsi una AKBIL o IstanbulKart, una tessera elettronica prepagata e ricaricabile che consente di pagare agevolmente e avere anche un piccolo sconto per ogni viaggio. Una singola AKBIL è sufficente anche per 2 persone o più, basta passarla due volte sul lettore !

Seguendo le indicazioni arriviamo finalmente alla stazione della metro, dove faccio i jetons (2TLR cadauno). Consultando la mappa, vedo che dobbiamo scendere alla stazione di Zeytinburnu dove prendere il trenino (linea BLU sulla mappa) fino alla fermata di Cemberlitas. Da sottolineare che bisogna pagare nuovamente per salire sul trenino (pertanto la trasferta tra Aeroporto e Sultanhamed costa 4TLR cadauno).
I mezzi sono nuovissimi e puliti, quasi migliori di quelli che avevo visto a Berlino, e si riveleranno il modo migliore per spostarsi in città.

Mentre il trenino ci portava verso il centro di questa immensa città (Istanbul conta quasi 13 milioni di abitanti, per una estensione di oltre 5500km²), la vista delle periferie non ci entusiasmava particolarmente: sembrava tutto un grande arruffio, pieno di pittoreschi negozietti di ogni genere e merce, con tantissime persone ovunque. Insomma, la prima sensazione è stata di delusione: "Ma dove siamo capitati ?". Era ancora troppo presto per sentire la magia di questa città...

Dopo circa 20 minuti eccoci arrivati alla nostra fermata, Cemberlitas, proprio sulla sommità della collina di Sultanhamed. Il nostro albergo si trova in Piyerloti Caddesi 59 e senza alcuna mappa a disposizione (avevo con me solo la stampa di conferma prenotazione di Booking.com) ci troviamo in difficoltà. Decido di chiedere ad un signore seduto fuori dal suo negozio di fiori che, molto gentilmente, ci indica la direzione (link alla mappa). La strada è tutta di sampietrini sconnessi, con buche e avvallamenti sparsi, e le valige vengono messe a dura prova. Ci incamminiamo guardandoci intorno: ci sono hotel di lusso, tutti ben sistemati, accanto a palazzine fatiscenti in un simpatico pout-pourri di stili, dal barocco al liberty al moderno.

Alla fine, dopo essere scesi un bel po', eccoci arrivati al nostro hotel. La zona sembra tranquilla anche se già capiamo che dovremmo abituarci a salite e discese continue (Istanbul è adagiata su diverse colline) per strade sconnesse.
Entriamo e ci accoglie un sorridente ragazzo, in camicia e cravatta, a cui porgo la prenotazione. Avevo chiesto una stanza tranquilla, seguendo i consigli degli altri utenti sulle recensioni di Booking.com: ci consegna la chiave dell'appartamento al piano terra (101), informandoci che -nel caso non fosse di nostro gradimento- ci saremmo potuti spostare in altra stanza l'indomani.
L'appartamento è abbastanza confortevole, con piccolo angolo cottura (due piastre elettriche), un bel bagno, camera matrimoniale e soggiorno con due divani-letto. L'uso che faremo della cucina è per la moka della mattina, provvidenzialmente portata da casa insieme ad un bel pacco di caffè italiano.

Sono circa le 17:00 del pomeriggio (Istanbul è un'ora avanti rispetto all'Italia) così decidiamo di fare un giro veloce per la città. Chiediamo una mappa alla reception che, scopriamo, sarà fornitissimo di qualunque depliant e informazione ! Decidiamo di dirigersi subito verso il Grand Bazaar, che si trova a poche centinaia di metri dall'hotel. Ci arrampichiamo così per la collina (link alla mappa), tornando alla strada principale e seguendo la mappa.

Grand Bazaar (Kapalı Çarşı), aperto dalle 08.30 alle 19.00, chiuso tutte le domeniche.

Ci fermiamo per un kebab proprio fuori dall'ingresso al Grand Bazaar, uno dei peggiori di tutta la vacanza, prima di entrare nel carnaio del bazaar.

Per mangiare bene a cifre ragionevoli evitate come la peste i luoghi turistici e quelli con procacciatori fuori dal ristorante. Sono praticamente il 90% dei ristoranti che troverete e, perlomeno secondo la nostra esperienza, i peggiori in assoluti. Cercate i ristoranti frequentati dai turchi, dove non c'è menu in inglese o tanti ammenicoli alle pareti: in genere sono i migliori !

Beh, quando qualcuno viene a sapere che sei stato a Istanbul subito chiede "sei stato al Gran Bazaar ?". La risposta corretta dovrebbe essere: "Purtroppo si...". Ormai il Gran Bazaar è diventato semplicemente un luogo per turisti, pieno di tarocchi e cincaglierie di poco valore, dove cercheranno di attirarvi al minimo cenno di interesse e sarà tutto un "yes, please !". Considerate che qualunque cosa vedete nel Gran Bazaar la trovate anche fuori a metà del suo prezzo. Sinceramente vale giusto la pena fare un giro, anche solo per rispondere "purtroppo SI..." :-)

La nostra esperienza ci dice che per fare affari bisogna girare e contrattare. Non ci saranno mai prezzi esposti (o molto di rado) pertanto è il venditore che, dopo avervi guardato in faccia, sparerà una cifra. Si possono anche trovare grandi differenze di prezzo tra negozio e negozio per la stessa merce. Se siete interessati all'oggetto potete contrattare offrendo la metà, altrimenti meglio lasciar perdere subito (sono piuttosto permalosi). Non cedete MAI al primo prezzo ma solo dopo una contrattazione soddisfacente. Ad esempio, se acquistate 4 camice da 35TLR cadauna, il totale sarebbe 140TLR. Voi offrite subito 80TLR e lo sentirete iniziare a lodare la merce, il guadagno scarso etc etc etc. Non siate scortesi ma non cedete ! Lui proporrà tipo 120 TLR e voi rilanciate a 100TLR, ultimo prezzo. Al 90% la spunterete voi. Considerate che sono abituati a contrattare pertanto già calcolano il loro guadagno...

Usciamo dalla parte opposta del Gran Bazaar e ci ritroviamo in uno dei "luoghi gravitazionali" (ci ritroveremo sempre, più o meno, qui !) della città: il quartiere dei vestiti eleganti, sul lato della collina che scende verso il Ponte di Galata e il Corno d'Oro. In questa zona della città ci sono centinaia di negozietti di vestiti, da quelli supereleganti (che scopriremo essere per le feste) a magliette, collant, jeans, camice...di tutto !
Continuiamo a scendere, sperdendosi per queste strade sovraffollate di negozi e persone, fino ad arrivare alla Moschea Nuova, proprio accanto al Ponte di Galata. Visto che ci siamo, decidiamo di andare anche a vedere il famoso Bazaar delle Spezie, altro trabocchetto per turisti. In questo bazaar, composto da due strade che si incrociano, trovate decine di negozi di spezie e dolciumi, oltre che souvenir e cianfrusaglie di ogni tipo.

Bazaar delle spezie (Mısır Çarşısı), aperto dalle 08.00 alle 19.00, la domenica dalle 09.00 alle 18.00.

Uscendo dal Bazaar delle Spezie, ci ritroviamo in un piccolo mercato ortofrutticolo dove, tra piantine di pomodoro e scatole di sementi, ci sono dei "medicastri" di sanguisughe (si, sanguisughe !), conservate all'interno di boccioni trasparenti, pronte per essere applicate sul corpo del "paziente". Viste le precarie condizioni igieniche, suggerirei di non provare...
Continuiamo la nostra passeggiata, dirigendosi verso una grande moschea posta in cima alla collina che ha attirato la nostra curiosità: si tratta della Sülemaniye camii, o Moschea di Solimano, una delle più belle che abbiamo visitato.
Essendo la prima moschea in cui entriamo, rimaniamo a bocca aperta davanti a tanta magnificenza e all'imponenza della struttura, considerando che risale al XVI secolo ! Anche i giardini tutto intorno sono perfettamente curati, contribuendo a creare una atmosfera rilassante e ieratica. Tutto è magnificamente e finemente decorato, dalle bellissime maioliche agli stipiti in legno dei portoni. E' bellissima !

Nelle moschee è necessario togliersi le scarpe per entrare e le donne devono coprirsi il capo con un velo. Più che prendere in prestito quelli messi a disposizione, suggeriamo di portarsi dietro una pashmina da indossare in caso di bisogno. Tutto è comunque molto pulito. Ricordatevi che le moschee sono luoghi di culto pertanto siate rispettosi e fate silenzio.

Sul retro della moschea un pittoresco cimitero, contraddistinto da bianche lapidi scolpite con scritte arabe e circondate da piante e fiori.

Moschea di Süleymaniye (Süleymaniye Camii), aperta dalle 09.00 alle 17.30, chiusa durante gli orari di preghiera

Il sole ci accinge a tramontare e la stanchezza del viaggio appesantisce le gambe. Ci dirigiamo verso la zona dell'albergo, decidendo però -visto che ci siamo- di andare a vedere anche la Moschea Blu, o Sultan Ahmet Camii. Arriviamo ormai tardi e la porta della più famosa moschea di Istanbul è già chiusa per la preghiera rituale del tramonto. Ci gustiamo comunque la magia del tramonto sui minareti della moschea, con il muezin che richiama i fedeli alla preghiera e la cui voce risuona per tutta la città, insieme a tutte le altre moschee, in una sorta di concerto sacro. Ecco arrivare la magia di Istanbul...
Stanchi, decidiamo di andare a dormire: l'indomani ci sarà da camminare ! Ceniamo in una specie di trattoria, "Cappadocia", lungo la strada che ci riporta all'albergo. Il tipo, simpatico e furbetto (ci offrirà il the, caj, e poi ce lo farà pagare...), socializza con noi e un gruppetto di ragazze francesi, le altre avventrici del locale. Mangio uno spiedino di pollo con riso e insalata, il tutto annaffiato da una birra fresca. Insomma, non è proprio granchè, ma per la spesa di 15TLR (circa 7€) non si poteva certo pretendere molto...
Stremati, crolliamo sul lettone. Buonanotte !