Partenza verso la Croazia

Ci svegliamo di buon ora con già tutti i bagagli preparati e la macchina pronta per partire. La giornata è un pò nuvolosa e, per viaggiare, non potevamo chiedere di meglio ! Sull'appennino, verso Bologna, inizia l'acquazzone che ci seguirà, più o meno, fino Trieste. Da Siena ad Opatija (Abbazia) sono circa 600Km e fino a Trieste è tutta noiosissima, lunghissima, autostrada.
Arriviamo nei pressi di Trieste e, per evitare di pagare la vignetta slovena per l'autostrada, dobbiamo prendere la E61 e passare la dogana a Kozina, proseguendo poi per Opatija o Fiume (sono a pochi km l'una dall'altra).
La sfida è stata arrivare Kozina ! Ho visto il cartello troppo tardi e, sbagliando strada, ho scoperto che a Trieste hanno una cronica carenza di indicazioni stradali ! San TomTom non poteva aiutarmi perchè Kozina è in Slovenia ed io dovevo scegliere se usare la mappa Italiana o Est Europa, così, affidandomi al caso, avendo una botta di cul...ehm, fortuna pazzesca, mi ritrovo sulla strada giusta senza neanche sapere come. La statale si inerpica ripida sulle montagne carsiche, mostrandoci il bello ed il brutto di Trieste (comunque, per chi dovesse perdersi, chiedete indicazioni per l'Università di Trieste...la strada è quella): il mare, i panorami e degli orrendi inguardabili casermoni grigi a 40 piani, opera di chissà quale scellerato architetto ed assessore.
Dopo alcuni km in mezzo alla verde campagna triestina, arriviamo alla dogana Italia-Slovenia, ormai abbandonata. Iniziano subito le pubblicità dei casinò, strumento principe del PIL sloveno. La strada è in buone condizioni, con traffico quasi inesistente, bagni chimici e raccolta differenziata nelle aree di sosta ed una marea di ristoranti, pizzerie, affittacamere e cambiavalute. Attenzione alla polizia slovena perchè sono molto rigorosi, soprattutto in questo periodo di migrazione turistica: un eccesso di velocità di 20Km/h oltre il limite più costarvi fino ad 800€ ! E sono nascosti dietro ai cespugli, dove meno ve lo aspettate.
A questa frontiera, non essendo la Croazia nell'Unione Europea, c'è l'obbligo di fermarsi ed è previsto il controllo dei documenti. Per espatriare è sufficente una carta di identità valida oppure il passaporto. Per gli animali domestici (noi viaggiamo con Margot, la nostra labrador nera) è necessario il passaporto rilasciato dalla USL con le attestazioni delle vaccinazioni, compresa l'antirabbica.
Dopo qualche minuto di fila ed un veloce, quando inutile, controllo dei documenti da parte di un annoiato doganiere, riprendiamo il viaggio verso Opatija.
Ancora qualche km di strada statale e poi arriviamo alla superstrada, dove c'è subito un bel balzello di 5 kune (70 centesimi di €), per proseguire verso Opatija. Si può pagare anche con la carta di credito, ausilio indispensabile per i viaggi all'estero ! Ho infatti preferito aspettare a cambiare in kune evitando i cambiavalute improvvisati lungo la strada, percui ero al momento sprovvisto di valuta locale.
Arriviamo dopo qualche km ad Opatija e devo dire che il panorama, dallo svincolo autostradale, è assolutamente affascinante !
Proseguiamo verso Lovran dove avevamo una stanza prenotata per la notte, distante solo 8Km da Opatija. La strada costeggia la costa ed è disseminata di bellissime, quanto decadenti, ville liberty risalenti all'epoca in cui l'Istria era parte italiana. Ci sono anche molti bar, pizzerie, alberghi ed un'ampia scelta di affittacamere ("Sobe"): adesso capisco come mai nessuno prenota in anticipo, se non in alta stagione?
La stanza ci costa 40€ (280 kune) a notte, colazione compresa, una cifra abbastanza alta per la Croazia, anche se è uno dei pochi affittacamere che accetta cani.
Comunque siamo troppo stanchi dal viaggio ed anche se un pò delusi, decidiamo di restare a Lovran anche il giorno dopo, sperando in un pò di sole e di mare.
Dopo l'ottima cena di pesce decidiamo di andare a vedere la vita notturna ad Opatija, a soli 10 km di distanza: grande delusione nello scoprire che, alle 23:00 circa, tutto il lungomare del centro era deserto, negozi spenti, banchetti di souvenir chiusi. L'unica destinazione possibile, ormai, è il letto.

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