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Io, candidato portavoce sindaco
0Le forze politiche hanno l’idea che candidare a sindaco una personalità nota possa far guadagnare loro voti. Personaggi dello spettacolo, importanti professori o docenti, professionisti o medici stimati.
E’ la moda della spettacolarizzazione della politica, dove il “leader” è colui che ci mette la faccia e la persona sul quale si concentrano tutte le attenzioni mediatiche: poco importa se poi, in Parlamento o in Consiglio Comunale, saranno elette anche altre persone, sconosciute ai più.
Nella mia tesi di laurea ho dedicato un paragrafo proprio alla questione della sovraesposizione mediatica dei cosiddetti “leader”:
Sono gli stessi modelli di marketing politico a sostenere che l’immagine del candidato e la sua posizione su temi specifici siano elementi cruciali per la formazione delle opinioni di voto. È questo, secondo Colin Crouch, il tratto caratteristico della postdemocrazia: «la crescente personalizzazione della politica elettorale» in cui, come osserva Sennett, il politico è «un divo: accuratamente confezionato, sottoesposto e schietto nei sentimenti».
Attenzione, si parla di post-democrazia, che “indica un sistema politico regolato da norme democratiche, la cui applicazione è progressivamente svuotata dalla prassi politica. Il termine indica una teoria politica, secondo la quale le democrazie tradizionali rischiano di perdere parte delle loro caratteristiche costituenti a favore di nuove forme di esercizio del potere prevalentemente oligarchiche.“
Il MoVimento Siena 5 Stelle ha deciso di avere fiducia in un semplice cittadino, dipendente pubblico, che vive in un dignitoso appartamento di San Rocco a Pilli, ha una moglie, un Labrador Nero di nome “Margot” ed un lavoro che porta avanti con passione e dedizione. Un cittadino alle prese con le difficoltà di tutti i giorni: la fila alla posta, la spesa, il condominio, la burocrazia, il traffico…
I cittadini possono scegliere a chi dare fiducia: se ad un “grande e famoso personaggio” oppure ad uno di loro, che con umiltà e dedizione cerca di portare avanti principi ormai dimenticati come la TRASPARENZA, l’ONESTA, la DEMOCRAZIA DIRETTA.
Buon weekend a tutti !
About Michele Pinassi
Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.
Il Sindaco Ceccuzzi si è dimesso
0“Il sindaco si è dimesso” recitano le civette dei quotidiani fuori dalle edicole senesi. Non era mai accaduto prima d’ora di assistere al crollo del Sistema Siena in maniera così evidente.

Certo, è da ingenui credere che le dimissioni siano un evento non previsto. Franco Ceccuzzi è un politico di lungo corso, esperto e furbo. Questa sua mossa è da inserire in un contesto locale e nazionale particolarmente complicato e mutevole, tanto che sono in fase di riassetto moltissimi equilibri di potere.
A Siena, in particolare, sembra essere in corso una guerra tra le due componenti del PD (DS e Margherita) in merito alle nomine in Fondazione MPS. Questa guerra ha visto prima la spaccatura della maggioranza in consiglio comunale durante l’approvazione (non avvenuta) del bilancio consuntivo 2011 e continua con la scelta, del Sindaco Ceccuzzi, di dimettersi per evitare di essere sfiduciato dal consiglio comunale odierno. A quanto pare, infatti, non è stato raggiunto l’accordo in merito alla presunta collocazione di Alfredo Monaci nella Deputazione della Fondazione MPS. A tal proposito, il 19 marzo 2012, su Il Fatto Quotidiano si leggeva:
A quanto suggeriscono oggi i rumors politici, dunque, a prevalere sarebbe stata la linea condivisa dal sindaco Franco Ceccuzzi (Pd, area ex Ds), mentre a finire in minoranza sarebbe stata la posizione del presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci (sempre Pd, ma area ex Margherita) il cui fratello, Alfredo Monaci, era dato alla vigilia come probabile candidato al Cda.
Certo che la puntata di Report sul Monte dei Paschi (ribattezzato “dei Fiaschi”) non ha aiutato, anche se la stessa sembra essere stata servita da una certa ala politica interessata più alla vendetta personale che alla città di Siena.
Le pedine erano troppe e sicuramente Siena sta attraversando un momento politicamente ed economicamente difficile. La campagna elettorale era già iniziata da qualche giorno, anche se sotto tono. Gli ingranaggi dei Partiti si sono già messi in moto per cercare di conquistare l’elettore senese, anche davanti all’amaro boccone di vedere la Fondazione non più padrona della Banca più antica del mondo.
A Siena si preannunciano tempi veramente duri.
About Michele Pinassi
Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.
Il crollo del Sistema Siena e il Boom del 5 Stelle
0A Siena ogni balcone ha un portabandiera che viene usato, quando la propria contrada vince il Palio, per mettere la bandiera al balcone. Si usa dire “metto la bandiera al balcone” in caso di eventi particolari di gioia ed esultanza. Ecco, stasera ho messo la bandiera del Movimento 5 Stelle al balcone, perché con queste elezioni amministrative ho nuovamente iniziato a sognare un futuro migliore per questo disgraziato paese.
Sono sicuro che i ragazzi del Movimento 5 Stelle che entreranno nei consigli comunali di molte decine di comuni porteranno, prima di tutto, un nuovo ESEMPIO di fare politica: facce nuove, pulite, oneste. Magari non esperti o sempre competenti ma volenterosi e pronti ad affrontare la sfida. Ecco, queste sono tutte quelle qualità che non si trovano più nei politici tradizionali, ridotti ormai a yes-man gestiti da segretari di partito.
Dovete sapere, infatti, che nei consigli comunali spesso e volentieri i consiglieri di una unica forza politica sono semplicemente delle persone fedeli al padrone che devono votare come da indicazione del Partito. E questo è clausola di una specie di “contratto” che viene sottoscritto dai candidati quando accettano la candidatura in una di queste liste.
Questo è importante perché, mentre fremevamo in attesa dei risultati elettorali, la puntata “Il Monte dei Fiaschi” trasmessa da Report di domenica sera ha reso pubblico all’intero paese la drammatica situazione senese causata dal cosiddetto “Sistema Siena” o, come ribattezzato dal Maestro Stefano Bisi (nonché direttore del Corriere di Siena, il più importante quotidiano cittadino), il “Groviglio Armonioso“.
La puntata di Report, indubbiamente migliorabile sotto certi aspetti, tra cui il fatto di aver trascurato la questione della Banca 121 e il ruolo dell’ex sindaco Piccini. Nessuna menzione neanche delle denunce che il Movimento Siena 5 Stelle aveva già fatto in passato, attraverso il video trasmesso nel 2007 durante lo spettacolo Reset! di Grillo a Siena e con il materiale propagandistico elettorale lo scorso anno. Insomma, un reportage interessante ma non completo né imparziale, anche se è opportuno sottolineare che né il Sindaco Ceccuzzi né il Presidente della Provincia Bezzini hanno accettato di essere intervistati. Una magra figura per i rappresentanti delle due istituzioni che nominano la maggioranza della Deputazione Fondazione MPS !
Siena ne esce definitivamente a pezzi e si scopre, dopo secoli di benessere economico garantito dalla Banca, piena di debiti. E, mi spiace dirlo, noi del Movimento Siena 5 Stelle l’avevamo detto.
About Michele Pinassi
Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.
Una difficile campagna elettorale….
0“Ultima, ma non ultima come tanti credono, facendo finta che non esista, la candidatura di Michele Pinassi, a capo del Movimento 5 stelle. Per lui i quotidiani nazionali non hanno speso che qualche riga. Anzi, qualcuno l’ha pure dimenticato nel novero dei candidati. Eppure, la vera novità delle elezioni a Siena è proprio questo giovane di belle speranze pronto ad accontentarsi di un “presidio di democrazia” all’interno del Consiglio Comunale. Tutto pc e pennarelli per scrivere i manifesti, il manipolo dei grillini senesi ha aperto un varco ad una partecipazione popolare che, al di là del voto, potrebbe essere un buon traino per combattere l’astensionismo.”. Recita così l’articolo odierno de Il Cittadino OnLine, in merito alla campagna elettorale, per quanto riguarda la mia candidatura.
Oggi pomeriggio andrò, con Mauro Aurigi, da Grillo a Grosseto per accompagnarlo a Siena, dove, nella chiusura della campagna elettorale del Movimento Siena 5 Stelle dalle 19:30 alle 21:30 in Piazza Salimbeni, farà il suo piccolo show promozionale della nostra lista.
Questo ultimo mese di campagna elettorale è stato faticoso e difficile ma mi ha insegnato molto, soprattutto sullo schifo che c’è nella Politica. No, ragazzi, non dite “lo sapevamo” perchè finchè non ci siete dentro non potete rendervene neanche conto. Al peggio non c’è mai fine e la politica senese ne è un degno esempio !
Io non sono bravo come gli altri 4 candidati, non ho l’esperienza politica nè le capacità comunicative del Ceccuzzi, del Corradi, del Nannini e della Vigni. Io posso solo offrire la mia onestà, intelletuale ed etica.
Lunedì vedremo cosa desiderano i Senesi per la loro città.
About Michele Pinassi
Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.
L’utopia e la paura della democrazia diretta
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Ieri sera ho partecipato, come ho già scritto anche sul sito del Movimento Siena 5 Stelle, all’incontro con i cittadini di Ginestreto.
E’ stata una bella occasione per farmi conoscere: tra i 5 candidati “sindaco” sono sicuramente l’outsider. C’è stato chi mi ha chiesto: “scusa, ma quanti anni hai ? Sei giovanissimo !”. Scherzandoci su, rispondo che ho 33 anni: forse sono pochi per diventare sindaco ma abbastanza per provarci.
Tralasciando di dettagli sull’incontro, vorrei riflettere su quelle che sono le peculiarità di una campagna elettorale classica. In questo periodo si vedono i vari politici a giro per il feudo ad incontrare i sudditi e mettersi a loro disposizione, con promesse vane (definite, appunto, “elettorali”) condite con una bella dose di demagogia.
ATTENZIONE: Non entrerò nel merito di chi ha detto cosa, pertanto non chiedetelo.
Perchè feudo ? Penso sia innegabile che quando viene conquistato il potere, il principe di turno si rinchiude nelle stanze dorate ben lontano dalla plebe (sudditi), dedicandosi alla gestione del potere economico. Quante volte, ad esempio, il sindaco eletto è tornato da voi a chiedervi quali sono le priorità, i problemi, le necessità ? Sono ragionevolmente convinto che la vostra risposta sarà univoca: MAI.
Ecco perchè abbiamo deciso di creare la Lista Civica Movimento Siena 5 Stelle. Tra di noi non ci sono politici, nessuno ha tessere di partito, non abbiamo avuto condanne penali nè in giudicato nè processi penali in corso. Abbiamo anche accettato il vincolo di 2 mandati massimi, arrivando addirittura a proporne SOLO 1. Perchè ? E’ chiaro a tutti che quando uno arriva alla comoda poltrona del potere, lasciarla è ben faticoso: secondo voi lavorerà per il popolo o per mantenere il potere ? A voi la risposta.
Questo è il messaggio che, faticosamente, vorremmo far passare a chi ci ascolta. Purtroppo è difficile: molti sono, comprensibilmente, sfiduciati. Molti anche quelli che, da anni, neanche votano più. La disaffezione politica è altissima e questo, pur rappresentando un pericolo per la democrazia, è sicuramente un vantaggio enorme per i Partiti, sempre più arroccati nelle loro fortezze del potere.
Fortunatamente sono anche molti coloro che non si arrendono a questo sistema ma che provano a reagire. Confesso che è difficile: la burocrazia sembra creata ad-hoc per impedire a nuovi soggetti di presentarsi. A partire dalle sottoscrizioni: per poter raccogliere le 200 firme necessarie alla presentazione abbiamo avuto la fortuna di avere la disponibilità del Prof. Mario Ascheri: senza un certificatore (Notaio, consigliere comunale….) è impossibile la raccolta delle sottoscrizioni. Certo, sarà una garanzia, ma ben capite che in un momento di forte competizione è difficile trovare consiglieri disponibili ad aiutare altri soggetti politici ! Doveroso anche ringraziare i gentilissimi impiegati dell’Ufficio Elettorale del Comune di Siena che, con estrema pazienza e professionalità, ci hanno aiutato ad espletare le procedure richieste.
Addirittura, ed è divertente citarlo, sono stato il primo candidato sindaco galoppino di se stesso: mi sono occupato personalmente di gran parte dei rapporti con l’ufficio elettorale (essenzialmente per comodità logistica), tanto che mi hanno confessato di essere stato il primo candidato sindaco ad essere presente alle operazioni di revisione e controllo delle sottoscrizioni e della lista. E’ stata una bella palestra
Ma torniamo a noi, alla questione della Democrazia diretta che tanto spaventa candidati ed anche alcuni elettori. Democrazia diretta significa che chi amministra un comune, si rivolge direttamente ai suoi concittadini per prendere decisioni inerenti la città: gli strumenti ci sono, tra cui i referendum e le proposte di legge popolari.
Pochi lo sanno ma in Italia gli strumenti di democrazia diretta sono stati introdotti negli statuti dei comuni a partire dagli anni ’90, grazie alla Legge 8 giugno 1990, n. 142 denominata “Ordinamento delle autonomie locali”. In particolare, all’articolo 6 – Partecipazione popolare, si legge:
1. I comuni valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione dei cittadini all’amministrazione locale, anche su base di quartiere o di frazione. I rapporti di tali forme associative con il comune sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto.
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere altresì determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere previsti referendum consultivi anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
Come vedete non chiediamo nulla di strano ma la semplice applicazione della legge in una forma tale da consentire una VERA partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni del Comune.
Si discuterà di come introdurre sistemi di voto per i referendum popolari: nel 2011, con una Facoltà di Ingegneria e numerose spin-off hi-tech, sono sicuro che sistemi di voto elettronico (Come quelli adottati dal Parlamento Europeo di Bruxelles e Strasburgo), sono già disponibili.
Sono convinto che lo scoglio principale sia la volontà di adottare forme di partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni del Comune: siamo ormai fossilizzati sull’idea che il solo nostro scopo è apporre una “X” sulla scheda elettorale e sperare che sia il meno peggio. Ho 33 anni, da 15 anni elettore, e vi dico sinceramente che SONO STANCO di questo sistema. Anche dal punto di vista del politico e del partito, domandatevi se vale la pena rinunciare al POTERE (come un principe): la risposta è scontata.
Però i tempi cambiano ed il sempre attuale trasformismo italico è all’opera, più attivo ed efficace che mai: molti partiti parlano da anni di “carta etica” (che senso ha ?), di partecipazione attiva, di ascolto e di forum aperti alla cittadinanza. Fumo negli occhi. Chiunque abbia partecipato a questi incontri sarà rimasto profondamente deluso: spesso sono monologhi utili solo ad arrotare la lingua per lusingare il principe e la sua corte.
Dopo tante delusioni è arrivato il momento di provarci anche noi, a Siena. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.
About Michele Pinassi
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Il PD si sveglia con qualche anno di ritardo
0Scrivo al Corriere di Siena, in risposta all’articolo del Dott. Mugnaioli in merito al nuovo codice etico del PD:
Gentile Direttore, ho letto l’articolo del dott. Mugnaioli sul “nuovo codice etico” a cui il PD senese sta lavorando in questi giorni. Mi è venuto da sorridere a leggere parole come “eliminazione di qualciasi forma di doppio incarico”, “rotazione delle cariche istituzionali” e “partecipazione ed ascolto non siano optional”. Principi, per carità, sacrosanti !
Ma sembra che in Italia, e Siena non ne è esente, le parole mutano di importanza e significato a seconda di chi le pronuncia. Mi riferisco al fatto che questi principi non sono affatto una novità del PD senese: sono anni, ormai, che il Movimento a 5 Stelle (si, quello di Beppe Grillo) combatte per questi principi. E sono anni che le svariate forze politiche liquidano come “grillismo” e “populismo” le nostre idee. Idee che, guarda caso, prima o poi vengono in mente anche a qualche assennato dirigente di partito, vendute come innovative.
Anche a Siena -ci tengo a ricordarlo- centinaia di cittadini firmarono le 3 proposte del V-Day e del V2-Day, soprattutto quelle che riguardavano:
* incandidabilità per chi ha riportato condanne penali
* massimo 2 mandati
* ripristino della legge elettorale a preferenza
Firme che, purtroppo, sono a marcire negli archivi del Parlamento. Mi auguro, come cittadino, che la forza politica di maggioranza locale, il PD, sappia far tesoro di questi principi etici dimostrando, con il buon esempio, la propria capacità di tornare tra i cittadini ed ascoltarne le richieste.
E, tanto per cominciare, organizzare delle primarie per far decidere ai cittadini chi candidare a Sindaco della nostra città.
Cordialmente, Pinassi Michele
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Pd e Liste Civiche
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Leggo con un certo sgomento l’articolo di Elisa Meloni del Pd. Personalmente, infatti, ho sempre ritenuto le Liste Civiche (quelle vere, non le civetta) una forte espressione della democrazia dal basso: i cittadini decidono di unirsi, senza colore nè distinzione politica, per la gestione del prooprio territorio.
L’attacco che viene portato dalla Meloni mi sembra spropositato ed ingiustificato: qual’è il problema se una Lista Civica si presenta alle elezioni ? Saranno i cittadini a decidere a chi dare la fiducia !
La democrazia è questa ed è giusto che ci siano, alle elezioni, una pluralità di soggetti. I cittadini hanno non solo il dovere ma anche il DIRITTO di decidere a chi dare la fiducia, sulla base delle esperienze passate e della valutazione dei programmi e dei candidati.
Denigrare in questo modo le liste civiche, sinceramente, non mi piace: è vero che sono avversari ma anche nella guerra è necessario il rispetto ed il fair-play. Anche se la nostra provincia è sempre stata abbastanza egemone per quanto riguarda i risultati elettorali, probabilmente in certi contesti l’alternanza può non rappresentare il male maggiore. Anche nella peggiore delle ipotesi possibili, il Pd si potrette trovare in una condizione dura ma fondamentale: fare opposizione.
Credo che sia anche necessario dimostrare una certa umiltà ed avere la capacità e la maturità di ammettere alcuni errori che sono stati fatti nel corso degli anni: tanto per citarne uno, penso che la gestione della vicenda dell’ampliamento di Ampugnano (come peraltro ammesso dallo stesso PD di Sovicille) è stata assolutamente controproducente. Probabilmente, infatti, se ci fosse stata da subito maggior trasparenza e coinvolgimento della popolazione non ci sarebbe stato un comitato nè una Lista Civica a dar battaglia.
E se poi posso permettermi, l’errore principe del Pd a Sovicille è stato uno e solo uno: ricandidare Alessandro Masi alla carica di Sindaco. Non che abbia in antipatia il sig. Masi, ci mancherebbe !, ma ho sentito molte persone lamentarsi proprio di questo, oltre al fatto che non sono state fatte le primarie per deciderlo. Certo, sarebbe stato l’unico caso in tanti anni di un sindaco che non si ripresenta per il secondo mandato, ma del resto cos’è più importante ? L’unità di un territorio o l’arroganza (per usare un termine in voga) del partito ?
Termino con una citazione di Sun Tzu da “L’arte della guerra”:
- Un risultato superiore consiste nel conquistare intero e intatto il paese nemico. Distruggerlo costituisce un risultato inferiore
About Michele Pinassi
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