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Il 25 aprile

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Ha ragione la presidentessa della Camera, Laura Boldrini, quando dal palco di Milano dice: “Non esiste il fascismo buono….”

Ha ragione, non esiste un fascismo buono, non esistono regimi buoni.

Un regime -come era il fascismo, ma anche il comunismo di Stalin- si riconosce da alcuni elementi ben precisi:

  • Potere nelle mani di una o di un ristretto gruppo di persone
  • Controllo e manipolazione dell’informazione, ovviamente atta ad denigrare gli avversari e magnificare il “regime”
  • Soppressione, talvolta anche violenta, delle voci di dissenso 

Oggi, 25 aprile, anniversario della liberazione dell’Italia dall’oppressione fascista (1945), dovrebbe provocare negli italiani tutti un sussulto di vergogna. 

Vergogna perché a distanza di 66 anni noi italiani non abbiamo ancora perso il “vizietto” che ci ha condotto al fascismo: l’uomo forte, l’uomo della provvidenza. Ieri Benito Mussolini, oggi un pastrocchio di personalità politiche come Berlusconi, Alfano, Letta… che grazie ad una informazione connivente, mantengono sotto controllo l’Italia. E l’unica forma di dissenso, il MoVimento 5 Stelle, adeguatamente “soppresso” con trucchetti ed inciuci degni delle “repubbliche delle banane” africane.

Come vedete, ci sono tutti e 3 gli elementi che contraddistinguono un regime. Perché di regime si tratta, e la Boldrini può strepitare quanto vuole dal suo bel palco ma la realtà -dopo il primo bis della Repubblica di Napolitano, l’abbraccio di Bersani ad Alfano, Berlusconi sorridente e rilassato- è tristemente questa.

E prima se ne rende conto, lei e gran parte degli Italiani, meglio è.

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

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22.02.2013 BoomDay a Roma: io c’ero !

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Tutta la gerontocrazia politica, da destra a sinistra, attacca Beppe Grillo ed il Movimento 5 Stelle. Assegnano etichette: “populista“, “fascista“, “demagogo“, “esaltato“, “qualunquista“,”comunista“….

Ieri sera, a Roma, in Piazza San Giovanni, tra 800.000 persone, c’ero anche io: Beppe Grillo è salito sul palco, passato tra la folla, senza scorta, senza auto blu, senza guardie del corpo.

800.000 persone lo hanno ascoltato, hanno gridato, applaudito, esultato. C’era un clima sereno, di festa, di felicità, di speranza. Un clima che non si vedeva da tempo, nelle piazze della nostra Italia.

Mentre tutti gli altri politicanti erano al calduccio, nei salotti “buoni” degli studi TV, Grillo era in piazza, in mezzo alla gente, parlando con il cuore. Per la prima volta ho sentito, nelle sue parole, una grande umanità. Una grande commozione: anche lui non poteva crederci.

Non deve essere facile sopportare l’enorme responsabilità di avere un popolo di milioni di persone che ti segue, ti guarda, crede in te. Non come “parlamentare” o “candidato”, ma come simbolo di una rivoluzione iniziata del 2005 e che, negli anni, è cresciuta sempre più.

Tremate, Gargamella e Psiconano, perché a voi non è permesso passeggiare tra la folla senza scorta: sapete di essere colpevoli, responsabili, causa del disastro del nostro Paese. Avete paura degli Italiani, perché voi sapete, voi lo sapete bene cosa avete fatto al nostro Paese per il vostro tornaconto.

Arrendetevi, siete circondati. Vi lasceremo andare via ma prima dovrete restituire tutto quello che avete rubato all’Italia: i soldi, la vita, la speranza !

Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.

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About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

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Parlamentarie

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Andare in vacanza fuori stagione e lontano da casa (lontano qualcosa come 9000km…) ha i suoi vantaggi: si stacca la spina da tutto e da tutti, anche dalla politica, da Monti, dallo spread e da…eh si, ancora lui, Berlusconi.

Ho appena visto su Youtube la mitica Luciana Littizzetto che ha esordito con “…una pragmatica sensazione di aver rotto il cazzo !“. Beh, non avrei saputo dirlo meglio !!!

Comunque lasciamo stare l’ennesima saga de “Il ritorno dei morti viventi” anche perché, a dirla proprio tutta, di “morti viventi” in Parlamento ce ne sono anche troppi.

Al ritorno dalle mie privilegiate ferie alle Mauritius (che posto bellissimo !) scopro che Beppe Grillo ha iniziato le manovre per le “Parlamentarie“, le primarie del MoVimento 5 Stelle per la composizione delle liste elettorali per Camera e Senato.

Avendo accettato la candidatura e potendo anche esprimere le 3 preferenze, dopo essere entrato nel portale per le votazioni, sono andato a verificare la mia presenza, invano: per qualche strano motivo, non ero nella lista !

Beh, sinceramente non mi sono preoccupato più di tanto anche perché la mia intenzione era di sostenere la candidatura di altri aderenti al MoVimento 5 Stelle. Però, spinto più da alcune persone che da desiderio personale, ho approfondito l’argomento scoprendo che dovevo compiere un ulteriore passo nel mio profilo sul Portale del MoVimento 5 Stelle !

Comunque, alla fine, anche dopo aver compiuto tutti i passaggi richiesti il mio nome non è comparso nell’elenco dei candidabili e così, anche se non mi strapperò i capelli (che non ho) per questo, io non c’ero.

Chiariamoci subito: questo non vuole essere un post di critica o di polemica ! Anche perché ritengo che coloro che hanno protestato o hanno  approfittato dell’attenzione mediatica per ottenere i 15 minuti di celebrità (“Grillo dovrebbe almeno chiedere scusa !“) non hanno capito molto della filosofia e dello spirito che anima e che muove il MoVimento 5 Stelle.

Sono infatti convinto che la vera novità del M5S non è il “voler andare contro la Casta” o “contro i Partiti”: è innescare una vera e propria rivoluzione culturale per cambiare il tradizionale modo di pensare italiota, causa prima della disastrosa situazione attuale.

Il MoVimento 5 Stelle prima di tutto chiede partecipazione. Tutti devono mettersi in gioco, per quanto e per come possono, contribuire ed attivarsi per partecipare attivamente alla vita politica del nostro Paese: molti continuano a dire “voi del 5 stelle..:” ma non hanno capito che “voi” non esiste e che qui siamo tutti “noi”. E’ una rivoluzione culturale, una innovazione che stravolge il classico approccio clientelare su cui si è basata l’Italia dal dopoguerra ad oggi, dove c’è “il politico” che dispensa e “il popolo bue” che chiede.

Il Movimento 5 Stelle è lontano da questa ottica e il concetto di “uno vale uno” significa proprio questo. Tutti noi siamo temporaneamente (“limite dei 2 mandati“) prestati alla politica, alla gestione del bene comune per il bene collettivo. Utopico ? Forse. Ma intanto noi abbiamo deciso di levare lo zucchero dal dolce, rendendolo meno appetibile per le tante mosche della vecchia politica: niente soldi pubblici, tagli agli emolumenti, azzeramento dei privilegi (avete letto il programma ?).

Per questo non è stato un “dramma” scoprire di non essere in lista per la Camera. Per questo sono felice e convinto di quello che faccio. Per questo voglio esserci, insieme a tutti gli altri che mi accompagnano in questo cammino. Per questo credo nel MoVimento 5 Stelle e nella rivoluzione culturale che sta investendo il nostro Paese.

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

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La lettera dei sogni

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Ieri è stata inviata ed analizzata dall’UE la famosa lettera del Governo Berlusconi, necessaria per cercare di evitare il disastro e provare a dare nuovamente fiducia ai mercati sull’Italia.

Ho letto il testo della lettera, pubblicata oggi sui sti web dei maggiori quotidiani nazionali. Ora ammetto di non essere un esperto economista ma su alcuni punti, tra cui la riforma della Costituzione, mi sembrano decisamente troppo ambiziosi per un governo che stenta a rimanere in piedi (e sarebbe anche l’ora che cadesse, e che diamine !). Mi riferisco a:

“Contestualmente all’entrata in vigore della legge costituzionale recante l’abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l’approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni.”

Peccato che anche di Comuni ne abbiamo troppi, con troppi impiegati, e strabordano di personale anche le Regioni. Di mandare in pensione anticipatamente i dipendenti un pò più anziani neanche se ne parla così anche il ricambio generazionale può andare a quel paese. Praticamente gli uffici dei Comuni e delle Regioni saranno delle “case di riposo”: un buon modo per sopperire alla mancanza di assistenza agli anziani !

Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l’Italia intende giungere all’approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.

In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:

 

 

a.     Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell’elettorato attivo e passivo per l’elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica.

 

 

b.     Due disegni di legge (all’esame del Parlamento) di riforma complessiva dell’organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all’abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo e della maggioranza.

Sul primo punto, per quanto titubante sulle modalità, potrei anche essere d’accordo visto che abbiamo un Parlamento pullulante di “nonni” che dovrebbero far spazio ai “nipoti”: guardate all’estero, soprattutto ai paesi del nord europa, che vantano politici giovanissimi, attivi e dinamici. Mica quelle mummie di Montecitorio !

Per la seconda tutto dipende da come verranno attuate le riforme federaliste. Del resto è innegabile che l’Italia non è uno stato unitario ma un insieme di gruppi eterogenei che condividono lo stesso ordinamento amministrativo. Inoltre, e questa si che sarebbe una riforma, abolizione delle regioni a statuto speciale (ad iniziare dalla Sicilia).

Comunque, la lettera è un insieme più o meno condivisibile di idee e buoni propositi. Tuttavia, e credo che in tanti la penseranno come me, l’attuazione di anche solo un ottimistico 10% di questi punti è praticamente impossibile, soprattutto per un Governo paralizzato dalle lobby economiche (pensiamo anche solo al punto sulla liberalizzazione dei carbutanti) e da un crescente rigetto da parte di alcune forze politiche della maggioranza.

Tuttavia in questa lettera mancano alcuni punti che ritengo importanti, tra cui:

  • abolizione di tutti benefit per i parlamentari, con azzeramento delle auto blu (solamente per i Ministri e Presidente della Repubblica)
  • recupero immediato della sanzione da 98miliardi di Euro alle concessionarie delle slot machines
  • adeguamento immediato degli emolumenti per le cariche politiche e delle pubbliche amministrazioni alla media europea
  • adottare il principio del rimborso totale a seguito di danno erariale per le decisione prese dalla politica (ad esempio, il defunto progetto del Ponte sullo Stretto: chi paga ora ?)
  • divieto di cumulo di cariche politiche ed impossibilità, per un politico, di sedere in un qualsivoglia CdA

Ecco, queste sarebbero state alcune delle cose che avrei voluto leggere. E invece nulla, zero, sui costi della politica, sui privilegi della Casta, sulla vergogna delle opere incompiute.

E’ l’ora di farla finita.

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

I fannulloni di Strasburgo

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Da Le Figaro:

Gli italiani battono tutti i record al parlamento di Strasburgo: sono i meglio pagati, i più assenti e i più distratti. Secondo Jas Gawronsky, eurodeputato italiano
(Ppe) da cinque legislature, un terzo dei suoi colleghi sono dei fannulloni che farebbero meglio a non farsi eleggere. Finora lo stipendio degli eurodeputati italiani è stato di 150mila euro lordi l’anno, contro gli 84mila dei tedeschi e i 63mila dei francesi.

Ecco perchè è importante avere Europarlamentari SERI (la mia preferenza sarà per Niccolò Rinaldi, il candidato IdV, che ho trovato persona molto seria, precisa, colta e preparata) che vogliono fare il loro lavoro con dedizione e non persone rimpastate o parcheggiate in Europa perchè in Italia la loro carriera era arrivata alla fine (qualcuno disse: “Il Parlamento Europeo è considerato la Casa di Riposo dei politici italiani”). Anche perchè, ricordiamocelo, l’Italia è nell’Unione Europea (per fortuna !) e l’immagine che diamo al resto del’Europa e del Mondo è fondamentale !

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

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