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21.12.2012 Ma oggi non doveva finire il mondo ?

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Ci hanno angosciato da anni con questa storia della profezia maya: oggi, 21-12-2012, il mondo sarebbe dovuto finire.

L’unica cosa che è finita è stata la penosa parentesi “tecnica” del Governo Monti.

Adesso avanti tutta verso le Elezioni Politiche !

 

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

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L’incapacità dei partiti e la tentazione della dittatura

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Monti bis ? No, decisamente no. Non ci sarebbe neppure dovuto essere il primo “Monti” perché la nostra Carta Costituzionale dice che l’Italia è una repubblica e non una dittatura, anche se “soft”. La sospensione dei valori fondanti del nostro Paese è stata una gravissima parentesi che ha salvato non solo l’Italia (salvata…da cosa ?) ma anche e soprattutto una classe politica incapace e inadatta a gestire il Paese.

Fini sostiene il Monti-bis e lancia la proposta:«Serve una grande lista civica per l’Italia» Il presidente della Camera: «È importante che questo governo non sia una parentesi. No a rottamazioni, ci vuole la buona politica»

Monti ha potuto permettersi azioni tremendamente impopolari (aumento delle accise sui carburanti, tagli, riforme…) che non avranno ripercussioni sulle forze politiche. Monti ha tolto le castagne dal fuoco evitando che i politici si scottassero: ora tutti fanno i verginelli nella speranza di accalappiare il voto dell’elettore distratto.

La dittatura montiana è comodissima per questi incapaci che finalmente possono dedicare le loro giornate, riccamente pagate dalle nostre tasse, per pontificare su quanto sono stati bravi, su quanto è difficile la situazione dell’Italia, sulla crisi, sulle difficoltà del paese…

Loro, e solo loro, ne sono i diretti responsabili: non dimentichiamolo !

E’ per colpa della loro dabbenaggine che in Italia abbiamo i carburanti più cari d’Europa, gli stipendi più bassi, i servizi pubblici più scadenti e la pressione fiscale ai vertici delle classifiche mondiali !

Mi sono sempre domandato, e questo blog ne è la prova, cosa sarebbe mai cambiato all’uomo della strada se l’Italia fosse uscita dall’Europa. Se si fosse candidamente dichiarato default, salvaguardando almeno la ricchezza privata delle famiglie, per ripartire da capo con una “nuova lira“. Abbiamo l’Euro, siamo nel terzo mondo d’Europa, in compagnia di Grecia e Spagna. Ma almeno negli altri due paesi i cittadini si sono svegliati e protestano nelle piazze: in Italia facciamo la fila per l’iPhone5 e ci scanniamo per una partita di pallone.

Le prossime elezioni saranno un punto di svolta cruciale per la nostra democrazia (se ancora ci crediamo): possiamo continuare ad essere pecore e votare questi incompetenti che mangiano a sbafo con i nostri soldi oppure cercare una strada nuova, provare a cambiare.

Se fai sempre le stesse cose otterrai sempre lo stesso risultato.

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

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Ma chi sono gli “esodati” ?

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Ultimamente sentiamo spesso parlare degli “esodati”. Questo neologismo si riferisce a “quelle centinaia di migliaia di persone che avevano stipulato accordi (individuali o collettivi) con le proprie aziende per lasciare il posto di lavoro prima dell’età pensionabile e che ora rischiano di ritrovarsi per anni senza stipendio, senza ammortizzatori sociali e senza pensione, perché nel frattempo il Governo stesso ha aumentato l’età pensionabile.” (fonte)

In pratica cosa è successo ? Bene, immaginiamo un lavoratore delle Poste prossimo alla pensione, secondo la precedente legislazione. A questo lavoratore venne offerto, circa 1 anno fa, in cambio delle dimissioni, una tantum di 30-40.000€ più l’assunzione del figlio a tempo indeterminato (fonte).

Mettiamo che vi siano persone che hanno accettato un accordo simile e che, con il cambio della legislatura, non andranno in pensione tra 1-2 anni ma tra 5-6-10 anni, come conterma l’articolo di Repubblica:

Gli esodati sono quei lavoratori che hanno interrotto il proprio rapporto di lavoro contando di andare in pensione con le vecchie norme (vigenti al 31 dicembre 2011) e che invece, a causa della riforma delle pensioni, rischiano di vedere la data di pensionamento slittata. In pratica, rischiano di trovarsi senza stipendio, ma anche senza pensione per un periodo di tempo non indifferente, e cioè anche per 5-6 anni.

E’ chiaro che quello che sembrava un vero vantaggio (30.000€ netti per due anni non sono così pochi…) si trasforma in una tragedia. Ma alla fine a chi è da imputarsi la responsabilità ? Il lavoratore esodato ha accettato una “scommessa”, senza considerare che le regole potevano anche cambiare (in Italia accade a ogni mutamento di vento !).

Secondo Polillo, sottosegretario all’Economia, una soluzione potrebbe essere l’annullamento dell’accordo: ”gli esodati hanno firmato un accordo con le aziende; se cambiano le condizioni che hanno legittimato quell’accordo, secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico, possono chiedere che quell’accordo sia nullo”

A questo sembra dai numeri, oltretutto, non si tratta di un problema limitato a poche migliaia di lavoratori: le stime parlano di oltre 350.000 persone, pertanto il problema diventa anche “politico”.

E’ comunque vero che testimonianze come questa fanno riflettere:

“Sono uscita dalle Poste il 1 di luglio: mi hanno proposto di licenziarmi (dopo 35 anni e 6 mesi di lavoro, a 59 anni) in cambio dell’assunzione part-time di mia figlia. Ho accettato perché avevo la pensione a portata di mano ma ora con la riforma sono diventati 5 anni e mezzo!”.

Qualunque sia la soluzione, si pone un problema di “giustizia etica”: tra un lavoratore che ha rifiutato un accordo simile, per prudenza, e uno che ha accettato per il “facile guadagno” sarebbe corretto non metterli entrambi sullo stesso piano.

Personalmente, pur dispiacendomi per le persone coinvolte, lo ritengo semplicemente la perdita di una “scommessa” che l’ex-lavoratore ha fatto con l’azienda. A meno che non vi siano stati obblighi di accettazione, ne lqual caso anche il mio punto di vista cambia radicalmente, per gli altri casi sono state scelte di cui bisogna assumersi la responsabilità. E non è giusto che il Governo debba ripianare gli errori delle scelte altrui, anche se si tratta di numero importanti.

E’ un momento delicato in cui bisogna centellinare le risorse disponibili, dedicandole a quei settori capaci di dare slancio al paese. In cui, se non si riesce a trovare una via di fuga al crollo dell’economia italiana, tra qualche anno non ci saranno problemi di pensioni per il semplice motivo…che non ci saranno più soldi per nessuno !

Aggiornamento 30/07/2012

Il sig. Giuliano mi ha scritto una mail chiarendo alcuni aspetti della questione:

“Innanzitutto chi ha firmato accordi con poste italiane per fare entrare il figlio,non ha preso quelle somme che lei ha riportato,perciò non ha preso alcun incentivo,ma solamente il tfr maturato negli anni di lavoro.Tutto questo per un lavoro part time a tempo indeterminato per il figlio,vale a dire uno stipendio di 700.00 euro al mese. Poi per quanto riguarda le scommesse ,noi non abbiamo scommesso con nessuno tantomeno potevamo scommettere sulla nostra vita o sulla nostra pelle.Abbiamo accettato e firmato accordi di incentivi all’esodo in base a delle leggi dello stato italiano che permetteva di lasciare il lavoro in anticipo di un anno due, dietro pagamento di una ics cifra, dove si doveva proseguire nel pagamento dei contributi volontari inps e la restante cifra equivalente alle mensilità mancanti fino al raggiungimento della pensione per campare. Sia chiaro che nemmeno un centesimo di tutta questa operazione viene dai contribuenti italiani, in quanto sono soldi delle aziende.”

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Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

La crisi economica è una scusa

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Proprio adesso sento una voce fuori campo, mentre guardo Ballarò, che dice: “i mercati hanno paura…”. Ma chi sono i mercati ? Chi controlla l’economia ? Verrebbe da dire: le banche ! Bene, e le banche hanno paura ? Proprio le banche, che hanno “in pancia” tutti i soldi dei cittadini e controllano il mercato ?

Inizio a pensare che la crisi sia una grande scusa, una colossale scusa necessaria alla politica, a questa politica, che rischia seriamente di scatenare una rivolta sociale senza precedenti.

La crisi in TV: “c’è crisi”, “aria di crisi”, “spread”, “sacrifici”. Adesso siamo disposti ad accettare di tutto in nome della “crisi”. Noi, cittadini normali, VITTIME di questo sistema politico-economico incomprensibile, misterioso, chiuso.

Berlusconi ha rassegnato le dimissioni (e chissà quanto ci costeranno queste dimissioni…) ed è arrivato Monti, l’ennesimo uomo della provvidenza, economista, tecnico della Goldman Sachs.

E si parla di “azioni forti”, “impopolari”, “lacrime e sangue”. Azioni che solo un governo non eletto, che non ha da rendere conto all’elettorato, può permettersi di fare.

Ma, paradossalmente, in questo momento l’Italia ha rinunciato alla democrazia in nome del mercato. Un governo che non è stato eletto dalla popolazione non è legittimato, in un contesto democratico, per definizione. Un governo, Monti, scelto da una classe politica che non ha perso tempo a defilarsi velocemente: perchè ? La risposta è banale.

Dove ci porterà tutto questo ? Beh, secondo me Monti attuerà tutta una serie di misure fiscali molto pesanti, dalla reintroduzione dell’ICI (o analoga tassa) sulla prima casa,tassazione delle rendite finanziarie (i BOT del pensionato che ha 10.000€ da parte), forte ridimensionamento delle politiche di tutela del lavoro e molto altro di difficile da digerire.

Ma la politica ? Beh, i politici adesso si nascondono alle spalle di Monti, applaudendo o fischiando ad ogni sua scoreggia, ma tutti con gran fiducia e con responsabilità.

Ma appena l’Italia sarà uscita dalla crisi, e lo decideranno i mercati, ovvero le banche, ecco che torneranno prepotenti come prima i politici trasformisti, da Casini a Bossi. E non si esclude un ritorno in grande stile del Cavaliere, corroborato da mesi di indisturbato bunga-bunga lontano dai gravosi impegni della politica.

Ah, ovviamente la crisi non toccherà lor signori: inutile sperarci ! Si trincereranno dietro: “il problema non sono certo i vitalizi…è l’evasione !”, “i privilegi sono il premio del nostro lavoro…” e supercazzole simili.

Tomasi di Lampedusa aveva visto lontano, in una famosa ed inflazionata citazione da Il gattoparto: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.»

E questa volta la situazione rischia di precipitare perchè cambieranno tante, troppe cose.

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Si ! Sii !!! Siiii !!!! Siiiiiii !!!!

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Grazie a tutti gli italiani che sono andati a votare, è stato bellissimo.

 

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L’interesse del Paese

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Casualmente mi cade l’occhio su Ballarò. Stanno intervistando i parlamentari, definiti “peones”, che hanno trasmigrato da un partito ad un’altro (spesso fondandone di nuovi…). Tutti rispondono “ho agito nell’interesse del Paese”, “le mie scelte sono nell’interesse del Paese”,” …interesse del Paese”,”…del Paese”,”…Paese”, “…se…”.

Insomma, la solita zolfa trita e ritrita della peggior politica degli ultimi 15 anni.

E poi, l’interesse del Paese. Siamo al 8,7% di disoccupazione, 24% per i giovani tra i 15 ed i 24 anni. Praticamente quando vedete un gruppo di ragazzi, uno su 4 è disoccupato (non studente…disoccupato !). Il 40% della ricchezza del paese è nelle mani del 10% delle famiglie. Abbiamo un debito pubblico che sfora 1800 miliardi di Euro. Il nostro tasso di crescita, comunemente chiamato PIL (anche se non è molto indicativo), è il più basso dell’eurozona.

Nella classifica di FreedomHouse, che stabilisce il livello di libertà di stampa nei vari paesi del mondo, siamo paragonati al Belize, alla Croazia, ad Israele (il link alla classifica). Se leggiamo il report dettagliato del 2010 in merito al Nostro beneamato paese, vien voglia di scappare a corsa.

I migliori studenti, costretti a dover sottostare a vergognosi contratti a progetto o lunghi anni di gavetta, fuggono all’estero dove -spesso- diventano grandi ricercatori e professori.

Siamo un paese fallito, se non economicamente, almento moralmente e sul piano sociale.

Vien davvero voglia di scappare.

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L’informazione ai tempi di Berlusconi

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Ieri sera ho partecipato all’incontro con Marco Travaglio organizzato dal Circolo Culturale “Peppino Impastato” di Siena. Essendo stato coinvolto nell’IDV senese, ho ricevuto la comunicazione dell’evento direttamente nella mia casella di posta elettronica, che mi ha permesso di prenotare la cena e relativo posto riservato per l’incontro. I media locali, ad eccezione del Cittadino On Line e Valdelsa.net, non ne han fatto parola. Fortunatamente però Internet è uno straordinario mezzo di comunicazione ed anche questa volta il tam-tam di Facebook ha avuto successo: centinaia di ragazzi in attesa fuori del Santa Maria, speranzosi di poter assistere all’incontro. Alle 20:30, ora del mio arrivo in Piazza Duomo, un serpentone in fila dal portone di ingresso che si snodava fino oltre le scale del Duomo antistante. Purtroppo però la sala San Pio poteva ospitare -anche per ragioni di sicurezza- solo 130 persone ed anche l’altra sala non era adeguatamente spaziosa: tantissimi intervenuti hanno partecipato all’addiaccio, fino alle 23:45, in ascolto grazie all’unico altoparlante installato vicino ad una finestra. Le richieste di una sala più grande o di un maxischermo erano state declinate dal comune, danneggiando -di fatto- un evento in cui era prevista una forte partecipazione. Ma fortunatamente la grande partecipazione c’è stata, con tanti ragazzi che -stoicamente- hanno ascoltato Travaglio fino a tarda notte.

Un Travaglio pungente, preciso, puntiglioso, che ha spiegato le manovre in atto da questo Governo per proteggere Berlusconi dai Suoi processi (in primis il caso Mills, in cui il faccendiere inglese è stato condannato per essere stato corrotto da Berlusconi, anche se il reato è stato dichiarato prescritto). Ma non ha risparmiato frecciate anche a sinistra, denunciando in maniera forte lo stato comatoso in cui versa il PD nelle sue figure dirigenziali: “In un momento di crisi del governo come questo, dove Berlusconi va giù nei sondaggi, siamo l’unico caso al mondo in cui, insieme al Governo, va giù anche l’opposizione !”. Forte responsabilità, secondo Travaglio, è dell’informazione italiana, asservita alla politica: “senza Ballarò, Porta a Porta e La Repubblica, chi conoscerebbe i Bersani, i D’Alema, i Veltroni ? Grazie a queste due trasmissioni e questo giornale, in cui vengono intervistati ed (auto)invitati a rotazione, se la suonano e se la cantano da soli”. Una informazione che distorce le realtà degli eventi, come la recente contestazione a Schifani invitato alla festa del PD: i 50 facinorosi volevano sapere da Schifani come mai era indagato per mafia. Una indagine, peraltro, bellamente ignorata dai maggiori quotidinai e media nazionali, ad esclusione de L’Espresso e Il Fatto.

Incontro terminato alle 23:45, dopo circa 2 ore e mezza di monologo, terminato con alcune domande dal pubblico. Un appello forte ai giovani, ed a tutti coloro che non sono stati ancora cloroformizzati, a cercare di cambiare l’Italia.

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Digitale Terrestre: Italiani cornuti e mazziati

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Il Lazio è appena passato al Digitale Terrestre. L’analogico è ormai fuori moda: pian piano, in tutta Italia, spegneranno i vecchi ripetitori analogici per mandarci quel fantastico DVB che ha fatto guadagnare i soliti noti e, oltre ad una bella infrazione da parte della Comunità Europea, ci procurerà tanti grattacapi.

Vi spiego il perchè: cercano di conviverci che avremo una TV migliore, interattiva, con più canali. L’unica verità sono i più canali.

Praticamente manderanno un segnale digitale, multiplexato, nella stessa banda del vecchio analogico. Ah, se non avete un minimo di fomazione di elettronica e telecomunicazioni, probabilmente per voi è arabo…

Comunque, torniamo al noi, il segnale viene trasmesso direttamente in digitale, compresso in MPEG (come il buon vecchio satellite, per capirsi).

Qual’è a fregatura ? Beh, il satellite lavora su bande intorno ai 20GHz, particolarmente immuni ai fenomeni atmosferici. La TV invece lavora in VHF-UHF, frequenze molto più basse che subiscono l’influenza della pioggia, della nebbia, etc etc etc

Insmma, cosa succederà ? Beh, la caratteristica del segnale digitale è che O E’ PERFETTO O NON VEDI NULLA. In pratica, a meno che non ricevete un segnale perfetto, con il digitale non vedrete nulla ! Insomma, se abitate in zone rurali non ben servite dal segnale TV, lasciate stare il digitale terreste e passate al satellite: spendete meno ed avete la sicurezza di vedere qualcosa !!!

A livello tecnico questo si spiega proprio con le caratteristiche intrinseche dei segnali digitali: essi si basano su supporti di trasmissione affidabili altrimenti, pur con codici di correzione di errore (Humming et al.) non si riesce ad ottenere un segnale in streaming affidabile, con il risultato di…una bella schifezza !

Ma passiamo all’altra bella inchiappetata: l’interattività. Beh, mi spiace tanto per voi MA IL SEGNALE TV è UNIDIREZIONALE: dall’antenna arriva alla TV e basta ! Se volete l’interattività dovete collegare il Vs bel decoder/tv al telefono e, molto probabilmente, spendere…

Bello eh ? Già mi vedo alcune migliaia di abitanti del Lazio che stanno bestemmiando perchè non vedono una mazza ed altrettanti antennisti e tecnici TV contenti di guadagnare un bel pò su queste belle furbate del governo…

Comunque sono curioso: avete il digitale terrestre ? Che ne pensate ? Lasciate un commento !

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Immigrazione in UE

Di chi è la colpa ?

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Spesso sento le persone inveire contro gli extracomunitari o gli stranieri perchè “rubano il lavoro”, “sono sporchi”, “sono incivili”,”non rispettano le nostre tradizioni/usanze/religione”,”non gli fanno nulla” e “prendono loro le case popolari”. La colpa viene sempre scaricata sull’immigrato che viene in Italia pensando di trovare una miniera d’oro. A questo punto la domanda d’obbligo è: Perchè l’immigrato viene in Italia a delinquere ? Di chi è la vera colpa ?

Immigrazione in UE

Vediamo che in Italia non è che abbiamo tanti immigrati di più rispetto alla media UE. Però da noi sono considerati IL problema, IL capro espiatorio, LA causa.Io la penso diversamente. Penso che se un immigrato viene in Italia a delinquere è perchè da noi sà di farla quasi sicuramente franca. Perchè da noi non ci sono controlli di polizia frquenti come nel resto dell’UE. Perchè da noi, se ti prendono, è più facile essere rimessi in libertà che rimanere in galera. Perchè in Italia siamo estremamente garantisti: talmente garantisti che per un omicidio accertato la condanna oscilla dai 3 ai 6-10 anni. Che se dei poliziotti uccidono, in servizio, un ragazzo, vengono condannati a 3 anni e 6 mesi (e neppure radiati dalla Polizia -  Il ragazzo si chiama Federico Aldrovandi). Che se un poliziotto, sempre in servizio, uccide un tifoso la condanna sale a 6 anni (Caso Sandri). Che se l’omicidio ha l’aggravante raziale ed i futili motivi la condanna sale a 15 anni (Abdul Guibre a Milano). Che se un UBRIACO al volante investe ed uccide, spesso neanche finisce in carcere:

Guida ubriaco, romeno uccide un sedicenne: rilasciato

Ubriaco investe e uccide una ragazza

Ubriaco investe e uccide due ragazze irlandesi

Romeno ubriaco investe uccide la folla tenta di linciarlo, salvato

La colpa di chi è ? Chi ha fallito ? Chi ha le responsabilità maggiori ? Chi decide quanto vale la vita di vostro figlio, di vostro marito, di vostro padre ? Io penso che la responsabilità sia del Governo: un governo che non legifera in modo corretto, che emana leggi troppo lasse, che costringe i giudici ad emettere sentenze vergognose, che impedisce l’arresto, che amnistia i reati, che non permette la radiazione, che non rende giustizia alle vittime, che non gestisce correttamente il welfare italiano. Scariare la colpa sull’immigrato è come non volersi guardare allo specchio.

About Michele Pinassi

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