Varie
Neve !
0Le previsioni annunciavano già da giorni l’arrivo di una forte perturbazione di maltempo. Freddo e neve in arrivo nella serata del 31 gennaio…e freddo e neve sono arrivate, puntuali come un orologio svizzero.
La neve è iniziata a cadere nella tarda serata del 31 gennaio. Già dopo cena il tavolo del giardino iniziava a imbiancare ed anche la neve cadeva ormai copiosa.
Sono andato a letto sicuro che l’indomani mi aspettava una tranquilla giornata a casa. E così è stato: la sveglia suona puntuale alle 7:00 ma dopo un rapido sguardo fuori dalla finestra, con il panorama tutto bianco ed il silenzio surreale che solo la neve riesce a creare, ho deciso che sarei rimasto al calduccio sotto le coperte.
Margot già scalpitava dalla voglia di uscire a scoprire perchè il giardino era tutto bianco: dopo una rapida annusata alla neve, un pò smarrita, eccola lanciarsi a capofitto e spargere schizzi di neve ovunque, come una motoslitta impazzita.
Mi metto l’abbigliamento pesante da moto (ahhh..l’ideale !) e scarponi, macchina fotografica a tracolla e via, pronto per una bella passeggiata sotto la neve (già, nevica ancora…).
Per il paese di San Rocco a Pilli, completamente imbiancato, già i bambini sono all’opera nella costruzione di pupazzi di neve, mentre i più grandicelli si divertono, con slittini improvvisati, nelle discese ghiacciate.
All’ora di pranzo già non nevica più ed il cielo inizia ad aprirsi, lasciando apparire un tiepido sole che inonda di luce il paesaggio imbiancato.
Anche le strade, prima completamente impantanate, sono ormai libere: occasione per una veloce scampagnata nei dintorni, a gustarsi il panorama nasprato (da naspro, una glassa bianca a base di zucchero).
Si, sono un “sfigato”
0Secondo il viceministro Martone chi non si è ancora laureato a 28 anni è uno sfigato.
Sono uno “sfigato cronico” visto che a 33 anni ancora non sono laureato. Mi mancano 2 esami e poi la tesi: conto di farcela entro il 2012, sempre che prima l’Italia non fallisca, non scoppi la rivoluzione e non perda il lavoro.
Sono due settimane che quando esco dall’ufficio mi metto sopra i libri a studiare, cercando di non far mancare nulla alla mia famiglia. E cercando, con lo studio, di poter anche -un domani- andare avanti nel lavoro.
Si, famiglia: dopo aver concluso le superiori mi sono dedicato a cercare un lavoro e a farmi una professionalità. Adesso ho 33 anni, una casa di proprietà (di cui pago il mutuo), l’indipendenza economica data da un posto pubblico (pagano poco ma almeno pagano…per ora !), una moglie che amo ed un bellissimo labrador nero che è parte della famiglia.
Lavoro da quando ho 20 anni, sempre nel campo dell’informatica. Prima nel privato e poi, dopo un concorso, sono entrato nell’Università di Siena, famosa per la “gestione allegra” e relativo “buco” di 200mln di euro.
Sia io che mia moglie paghiamo le tasse al 100% (siamo entrambi dipendenti pubblici) e veniamo da famiglie rispettabili che non ha mai avuto problemi con la giustizia. I miei nonni sono contadini e passano le loro giornate nel campo, dal quale prendo pomodori, insalata, patate, uova… cibo sano e genuino ! Sono orgoglioso di loro e di come, da poco e con tanti sacrifici, senza nessun regalo dalla vita, si sono ritagliati il loro piccolo mondo.
E sono stato educato che nulla è regalato e cade dal cielo: bisogna sudare per guadagnarselo ! E che la dignità, il rispetto e l’onestà sono valori non commerciabili.
Martone, lo sfigato qua sei tu.
Crackers di riso…. australiani !
0Questa sera mia moglie ha messo in tavola una confezione di “Crackers di Riso“. Ne sgranocchiamo qualcuno. “Buoni” commento, anche se hanno un sapore dolciastro. Come mia abitudine, cerco l’elenco degli ingredienti: farina di riso 91%, olio di semi di girasole, zucchero…ZUCCHERO !?!?!? Si, confermo: zucchero. 
Passo oltre nello scrutare la scatola, dove campeggia in bella vista un logo con scritto: “PRODOTTO DIETETICO, MENO 1% di GRASSI SATURI”. Beh, considerazione personale, meno dell’1% di grassi saturi ma poi ci mettete lo zucchero, che crea dipendenza ed assuefazione, oltre ad aumentare l’indice glicemico non di poco, insieme al riso. Mi vien da sorridere a parlare di prodotto dietetico !
Comunque, non sono a dieta. Vedo poi un simbolo strano, non capisco, assomiglia al profilo dell’australia. “O questo ?” penso. Cerco il luogo di produzione e rimango letteralmente basito quando leggo: PRODOTTO IN AUSTRALIA. In Australia ? Cioè, i crackers di riso… prodotti in AUSTRALIA !
No, c’è qualcosa che proprio non funziona. Già alla Coop avevo sollevato la polemica quando mettono in vendita i limoni che provengono dal Cile, i quali costano meno degli analoghi di Sorrento o siciliani. Ma avere i crackers di riso dall’Australia è decisamente troppo. Bisogna tornare, e noi consumatori abbiamo il potere per farlo, ad un sano protezionismo. Ad una sana selezione dei prodotti, privilegiando il Made in Italy di qualità.
E mai più crackers di riso australiani.
Piccoli negozi chiudono
0L’altro giorno avevo bisogno di alcune viti. Come sempre, mi sono diretto a piedi verso l’emporio del mio paese, San Rocco a Pilli, a 10Km da Siena. Con mia grande sorpresa, le vetrine del negozio erano coperte di giornali ed un bel cartello campeggiava con la scritta: “CESSATA ATTIVITA‘”.
Bene, l’alternativa è stata prendere la macchina, fare 20Km (10 andata e 10 ritorno) per comprare 2€ di viti e relativi tasselli. Praticamente, visto l’andamento del prezzo della benzina, ho speso più di carburante che di viti.
Un bel guadagno, no ?
Lo stato delle Poste italiane
0…perlomeno, lo stato delle Poste Italiane qui a San Rocco a Pilli (Sovicille, Siena) !
L’altro giorno mi reco alla filiale locale delle Poste per spedire un pacchetto. Scopro, oltretutto, che sono pure aumentate le tariffe. E vabbè…
Colgo l’occasione per chiedere, all’impiegata, un dubbio che mi assillava da qualche giorno, condiviso anche da alcuni vicini di casa: “Mi scusi, ma per caso ci sono problemi con la consegna della posta ?”
- “In che senso, scusi ?”
Io: “Beh, l’impressione è che il flusso della posta proceda a rilento. Insomma, ritardi nella consegna delle lettere.”
- “Siamo in periodo natalizio ed il carico di lavoro è molto alto e…”
Io: “Si, ok, ma guardi che ho notato questo già da qualche settimana, ben prima di natale…”
- “Guardi, si. Nel senso che a Siena è cambiata l’organizzazione e ci sono delle difficoltà con la gestione della posta, così che il postino ora si trova ad avere zone molto più ampie, consegnando la posta un giorno li ed uno là…”
Io: “Ah, ecco: un giorno li ed uno là !”
Insomma, il sospetto è stato confermato, seppur con fare molto informale, dall’impiegata visibilmente in difficoltà nel tentare di giustificare un servizio postale sempre peggiore, che dimostra evidenti difficoltà organizzative e gestionali. E non solo a livello locale: è di qualche mese addietro la notizia che l’intero sistema informatizzato di Poste Italiane Spa, gestito dalla IBM, ha avuto gravi problemi.
Il fatto che più mi infastidisce della vicenda è l’assoluta NON INFORMAZIONE all’utente, che deve solo subire un disservizio senza neanche l’impegno, per Poste Italiane Spa, di trovare una giustificazione plausibile.
Tuttavia le filiali sono piene di volantini che pubblicizzano i loro prodotti bancari (BancoPosta), il PosteShop (evoluzione del catalogo PostalMarket) etc etc etc
Tra l’altro oggi l’Antitrust ha detto: “Scorporare il Banco Posta da Poste Italiane”.
Ma se le Poste tornassero ad occuparsi solo…della posta ?
Quanto si può tollerare ?
0Quanto si può tollerare ? Fino a dove esiste la “tolleranza” ?
La tolleranza è un termine sociologico, culturale e religioso relativo alla capacità collettiva ed individuale di vivere pacificamente con coloro che credono e agiscono in maniera diversa dalla propria (e che magari, da questa prospettiva, potrebbe apparire quantomeno biasimevole).
Da wikipedia
Ultimamente, alla luce delle ingiustizie sociali che stiamo subendo, ho iniziato ad accumulare rancore verso tutte le espressioni che reputo “eticamente immorali”. Tra queste, una delle cose che proprio non riesco a sopportare sono le pelliccie: non quelle sintetiche, ma quelle vere, quelle prodotte da animali scuoiati vivi (ermellini, marmotte, volpi…) per la stupidità della vanità anacronistica di alcune signore benestanti e non.
Stamani, uscendo di casa per una corsetta post-natalizia, abbiamo incrociato una signora imbacuccata nella sua bella pelliccia bianca striata di marrone. Non ho resistito, esordendo in un bel “o che ha fatto questa ? Ha spennato una gallina ?” ho commentato ad alta voce, con una evidente nota ironica. La signora deve aver sentito e, evidentemente sentendosi chiamata in causa, ha risposto “no, un pollo !“. Ho poi subito un bel rimprovero dalla moglie: “sei un gran maleducato ! Ma fatti gli affari tuoi !“
No, non mi faccio più gli affari miei. No, non posso più sopportare comportamenti che danneggiano il mondo in cui vivo. Penso alle migliaia di specie animali in estinzione, colpevoli solamente di avere un “prezioso corno”, una bella pelliccia morbida, costose zanne di avorio.
“Sei un intollerante” ha poi esclamato. Ma fin dove possiamo tollerare ? Beh, ritengo che ognuno è libero di comportarsi come meglio crede, entro la propria sfera privata e personale. Ma quando atteggiamenti o comportamenti daneggiano me, la società, il mondo in cui vivo, credo che sia un preciso dovere NON TOLLERARE.
La tolleranza troppo spesso sfocia in omertà, paura di denunciare, di condannare pubblicamente.
Credo che sia diventato ETICAMENTE DOVEROSO rivendicare non solo il rispetto delle regole ma anche denunciare -anche sbeffeggiando- comportamenti eticamente inaccettabili.
Cosa ne pensate ?
Il regalo di Natale perfetto
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Gran parte della popolazione italiana e occidentale è alle prese con il Natale e relativa angoscia del regalo. E’ il periodo in cui ti squilla il telefono per sentirti chiedere: “senti, ma per Natale a XXX cosa regaleresti ?” o “stavo pensando di regalare YYY a XXX, che ne pensi ?” dove, in genere, YYY è qualcosa di inutile o superfluo.
Già l’anno scorso avevo scritto un post sull’Orgia del Natale e quest’anno cercherò di non ripetermi: vorrei solamente dare qualche consiglio per fare il regalo di Natale perfetto.
Anche in questo caso, infatti, l’informatica ci viene in aiuto attraverso l’analisi pragmatica del processo che ci porta a decidere della bontà di un certo dono:
- Se hai già acquistato il dono, valuta se puoi tenertelo per te.
- Se il dono è qualcosa che non ti serve ma che non possiedi, perchè mai hai creduto che ad XXX potesse servire ?
- Se già possiedi questo oggetto, quante volte lo hai utilizzato negli ultimi 7 giorni ? Se non lo hai usato almeno una volta, perchè mai dovrebbe essere così utile ad XXX ?
- Non è un oggetto da utilizzare ? Se non è un libro, cosa diavolo è ? E perchè dovrebbe servire ad XXX ?
- Se è un libro, ti è piaciuto ? Se NO, perchè credi che possa piacere ad XXX ?
- Se non è un oggetto utile, quale scopo ha ? Se non ha uno scopo, perchè lo hai acquistato ?
- Se ti stai chiedendo perchè lo hai acquistato, e non sei una donna, medita sul poterlo restituire in cambio di qualcosa di veramente utile.
- Se sei una donna, OK ! Mi arrendo.
- Sei proprio sicuro che l’oggetto sia qualcosa di utile con il quale non si può vivere senza ? La risposta che ti darai è la medesima alla domanda: sei sicuro che questo sia il regalo di natale perfetto ?
Dai, non prendetemi troppo sul serio e lasciate un commento su qual’è stato il vostro regalo di natale perfetto.
Monti, che delusione !
0Sono ormai molti giorni che non scrivo sul blog. Ammetto che il motivo principale è la carenza di tempo residuo, oltre ad una generale sensazione di sconforto e delusione. Sconforto e delusione che oggi, con l’approvazione della manovra, hanno raggiunto l’apogeo.
Voglio indirizzare questo post, come una lettera, direttamente al Ministro Monti.
On. Ministro Monti,
in data odierna la sua manovra economica per il salvataggio dell’Italia ha visto la luce, con il plauso di gran parte del Parlamento. Un Parlamento che, converrà con me, non ha ormai legittimità nè molta ragione di esistere. L’Italia ha temporaneamente abdicato alla propria costituzione democratica per permetterLe di salvarci dal baratro, dal default, dal crollo dell’Euro.
Lei ha avuto la possibilità di agire senza dover rendere conto a milioni di elettori, tagliando gli sperperi ed i privilegi di questo Paese.
Poteva attuare riforme impopolari, dure, difficili. E l’ha fatto, toccando però le classi medio-povere, i pensionati. E salvaguardando, per quanto possibile, le ricche rendite dei facoltosi e della cosiddetta “Casta” (compreso il Vaticano).
Un articolo odierno di Rizzo e Stella, pubblicato sul Corriere della Sera, recitava un elenco di tagli possibili, ad iniziare dalle auto blu, vitalizi, rimborsi elettorali.
Nulla di tutto questo è stato fatto. E neanche l’introduzione della odiosa IMU (l’ICI) agli immobili commerciali di proprietà del Vaticano, proprio quando abbiamo i Vescovi a strillare per “maggiore equità”: ipocriti.
Ho colleghi di 55 anni arrabbiati perchè vedono l’età della pensione allungarsi sempre più. Io ho 33 anni, qualche futuro mi aspetta ? Cosa mi attende, per me ed i miei figli ? Se neanche un governo tecnico, sganciato dai Partiti, può permettersi di toccare le potenti lobby che opprimono l’Italia, cosa posso augurarmi nei prossimi anni ?
Sarebbe interessante, a titolo di esempio, capire come mai il superbollo ha visto salire il limite a 180cv: lei crede che chi vive con 1000€ al mese possa permettersi bolidi da 180 cavalli ?
Sempre a proposito degli stipendi, ha fatto scalpore la Sua decisione di rinunciare all’emolumenti da Primo Ministro. Beh, sarebbe interessante ricordare che la Sua pensione (si, lei risulta essere in pensione) ammonta a 35.000€ mensili, a cui aggiungere i 25.000€ da senatore a vita: 60.000€ mensili. Consideri, a puro titolo di paragone, che il mio stipendio annuale è di circa 22.000€.
Stasera l’ho vista comodamente seduto nel salottino di Porta a Porta, mentre spiegava, davanti ad un genuflesso Bruno Vespa, la necessità della manovra.
Manovra necessaria -per carità !- ma forse non così equa e giusta come era nei suoi propositi. E poi, questi 30 milioni di €, daranno i risultati sperati ? Fino a dove siete disposti ad arrivare ?
Distinti saluti, Pinassi Michele
DRM e eBooks
5L’ateneo di Siena, dove lavoro, ha sottoscritto un contratto con l’editore Casalini per l’accesso alla sua piattaforma di eBooks “Torrossa“:
Benvenuto su Torrossa.it! La piattaforma full text di Casalini libri mette a disposizione 190.000 contenuti digitali, 9600 e-book e 480 periodici di 135 case editrici italiane e spagnole.
Entusiasta, sono subito andato a vedere il materiale disponibile ed ho trovato numerosi testi interessanti, consultabili anche in formato PDF Full Text. Ingenuamente, ho scaricato alcuni PDF che ho poi trasferito sul mio tablet, per leggermeli comodamente da casa: invano, ho scoperto che tutti i PDF sono apribili solamente con Adobe Reader perchè i contenuti sono protetti. Deluso e frustrato, ho approfondito la questione del DRM di Torrossa scoprendo che:
- i PDF sono scaricabili ma accessibili solamente se si è connessi ad internet da un range IP abilitato (come quello dell’Università di Siena)

- i PDF hanno una data di scadenza, circa 10-15 minuti dal download, rendendo velocemente inutilizzabile il file dopo lo scaricamento
Insomma, ipotizzando la necessità di dover studiare (ma anche semplicemente leggere) uno di questi testi, le procedure di sicurezza introdotte rendono il tutto molto scomodo e frustrante. Personalmente ho proprio abbandonato l’idea di usufruire di questo eBooks, anche perchè non posso pensare di dover essere collegato alla rete informatica dell’Ateneo per potermi leggere uno di questi testi.
Approfittiamone per approfondire la questione dei DRM, Digital Rights Managements. Direttamente sul sito di Adobe troviamo una descrizione abbastanza esaustiva del processo (http://www.adobe.com/it/epaper/features/drm/howdrmworks.html):
Le tecnologie DRM funzionano permettendo ai distributori di prodotti elettronici di controllare l’accesso alle visualizzazioni dei prodotti, siano essi pubblicati sotto forma di stampati, musica o di immagini con una sorta di codifica personalizzata. Agli utenti finali che hanno acquistato i diritti vengono fornite “chiavi” personali per la visualizzazione o l’ascolto dei prodotti, generalmente con la limitazione della copia, stampa e ridistribuzione.
Praticamente, sfruttando sistemi di crittazione, è possibile introdurre all’interno dei PDF dei “metadati” che vengono interpretati dal software (in questo caso Adobe Reader), che “imparerà” come decodificare i dati, chiedendo ad un server remoto la chiave. Il server effettuerà le verifiche del caso e consentirà o meno l’apertura del documento.
Concludendo, penso che la tutela dei diritti -commerciali e di copyright- sia importante ma questo non dovrebbe influire in maniera così pesante sulle possibilità di utilizzo di tali documenti. Deve essere trovato un giusto connubio tra tutela e fruizione, raggiungibile solamente con l’implementazione di migliori tecnologie ed anche la volontà degli editori di aprire il proprio mercato anche ai materiali digitali.
La Claque
0Non amo guardare la TV, soprattutto in questo periodo. Ed amo ancora meno guardare programmi come Ballarò, dove vergognosi politicanti si scontrano (per finta, ci mancherebbe altro !) e si accusano a vicenda.
Ma stasera mi son trovato non a casa mia (non ho la TV) e trasmettevano Ballarò. E, tra il fiume di fuffa che usciva dalle bocche degli ospiti politici (Letta, …) mi ha sospreso l’uso pesante delle clacque. Ad ogni affermazione di questi finti contendenti -come allo stadio- gli ospiti sulle tribune non perdevano tempo a far sentire il loro tifo con un antipatico e fintissimo applauso, che mi ha solo provocato conati di nausea.
Per chi non lo sapesse, in quasi ogni incontro politico (ne ho affrontati anche io per le elezioni amministrative di Siena) gli ospiti importanti si portano sempre dietro la loro tifoseria (la claque) che non perde tempo ad applaudire il proprio paladino. Ci si chiederà a cosa serve: lo scopo è far sentire, a tutti gli altri, quando una certa persona sia apprezzata dal pubblico. Ed alla fine tutto si riduce in una ridicola messinscena.
E per finire ecco Belpietro, con il logo di “Libero” che campeggia dietro le sue spalle. Beh, basta, credo che per stasera ho visto abbastanza e mi sono, ancora una volta, ricordato come mai non guardo la TV.

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